Spalla a spalla con la cancelliera tedesca Angela Merkel, il premier Mario Monti era stato chiaro: “Nei prossimi giorni dovremmo arrivare a un provvedimento molto ampio per quanto riguarda le liberalizzazioni”. L’obiettivo, aveva specificato, è il rilancio la crescita nell’ambito di una maggiore equità. E nella bozza delle norme generali sulle liberalizzazioni a tutela dei consumatori, è possibile tradurre le parole del presidente dei Consiglio in azioni concrete.
Fra i 28 articoli del testo, non passa inosservato il secondo, quello che disciplina la libertà di praticare sconti. Si legge testualmente: “Ogni impresa che svolga attività commerciale anche al dettaglio, in qualunque settore merceologico, può decidere in autonomia il periodo nel quale effettuare sconti, saldi o vendite straordinarie, la durate delle promozioni e l’entità delle riduzioni”.
E ancora, “sono abrogate le norme vigenti che stabiliscono obblighi preventivi di comunicazione all’amministrazione, poteri amministrativi o limiti di qualunque tipo inerenti alle facoltà disciplinate dal primo comma”. Le cosiddette vendite straordinarie, ovvero fine stagione, liquidazione e promozionali, vengono formalmente eliminate e vanno a finire nella facoltà concessa ai commercianti di qualunque categoria merceologica di stabilire tempi, modi e prezzi di vendita.
Impossibile non fare alcun riferimento alla cosiddetta legge Levi ovvero la norma battezzata come “legge anti Amazon”. Il provvedimento, infatti, fissa al 15% il limite dello sconto applicabile ai libri. Una vera e propria mazzata per la divisione italiana della società di Jeff Bezos che ha iniziato a farsi largo nel mercato della distribuzione editoriale con supersconti anche del 50%. Dall’Europa, poi, arriva la scialuppa di salvataggio dell’IVA al 4% per i libri elettronici. Il provvedimento porta la firma del commissario per l’Agenda digitale, Neelie Kroes.